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Voli, tutti pronti al decollo

Vertice operativo con gli enti locali, Club Air conferma la partenza il 24 Programmato anche il Foggia-Palermo in alternanza con il collegamento per Catania. Risolta anche la grana dell’antincendio. L’aereo ha 32 posti

Aeroporti di Puglia e Club Air confermano la partenza dei voli di linea dal Gino Lisa per il 24 aprile, data dell’esposizione delle spoglie di San Pio. Una coincidenza cercata, non tanto per attivare contestualmente anche voli charter (che al momento non sembrano esserci), quanto per accompagnare il decollo con un evento che si spera beneagurante. Siccome il 24 aprile è dietro l’angolo bisognerà adesso stringere i tempi per un minimo di battage pubblicitario e per la definizione di tutti quei punti che sembrano allo stato ancora poco chiari. Cominciamo dagli aerei: ieri l’amministratore di Club Air, Gaetano Intrieri, ha spiegato che si volerà con un velivolo del tipo “Embraer 120” turboelica da trentadue posti (più quattro di equipaggio). La compagnia veronese impiegherà inizialmente un solo aereo: «In attesa che arrivi il secondo - spiega Intrieri - faremo girare la stessa macchina sulle destinazioni già stabilite per Roma, Milano e Catania/Palermo». Ai tre collegamenti se ne aggiunge, infatti, un quarto: «Il collegamento con Palermo - aggiunge Intrieri - sarà alternato durante la settimana al Foggia-Catania per venire incontro alle richieste che ci sono pervenute. I collegamenti con la Sicilia sono molto gettonati, intendiamo inserirci anche noi in questo segmento ». Nel corso della riunione tenuta nella sala Cavalli dell’aeroporto dauno, sono stati chiariti con i rappresentanti degli enti locali e degli industriali anche altri dettagli che per la verità nei giorni scorsi non apparivano tali. Prendiamo l’antincendio: «La provocazione di Franchini (direttore generale di Aeroporti di Puglia: ndr) affinchè fosse Promodaunia ad accollarsi parte delle spese, è rimasta tale», spiega il presidente della Provincia, Carmine Stallone, che della società consortile è il maggior azionista. «D’altronde il contributo mensile che Promodaunia erogava alla compagnia Itali Airlines (62mila euro più Iva: ndr) era a titolo di sponsorizzazione - spiega Stallone - e non può essere confuso con una spesa diretta che invece spetta alla società di gestione dello scalo sostenere». Il problema però sembra superato dal momento che l’Embraer 120 è un aereo di dimensioni modeste che richiede lo stesso numero di addetti attualmente in forze al “Gino Lisa” per il servizio antincendio. La spesa dunque appare contenuta. Diverso sarebbe stato (e da qui, probabilmente, derivavano le preoccupazioni di Ap) se Club Air avesse deciso di impiegare uno dei due quadrimotori Avro di cui dispone la compagnia, con il triplo dei posti disponibili rispetto all’Embraer: l’atterraggio di questo tipo di aereo comporta otto addetti di servizio per turno (oggi ce ne sono quattro), oltre a una categoria antincendio superiore. La compagnia, inoltre, ha chiarito che il Foggia-Milano farà scalo a Malpensa e non più a Linate come era stato annunciato il 31 gennaio in sede di presentazione del bando pubblico regionale. «Avevamo chiesto lo slot per Linate, ma su quell’aeroporto c’è sempre molto traffico», spiega Intrieri.
Nei prossimi giorni si terrà in Prefettura un incontro per la definizione degli ultimi dettagli operativi. Domani, intanto, scade il «notam» sulla chiusura dello scalo degli Aviatori: se l’impresa Intini che sta eseguendo radicali lavori di riqualificazione avrà finito tutti gli interventi su pista e raccordo, il Gino Lisa potrà tornare a essere un aeroporto operativo. La chiusura del cantiere (ma resta da asfaltare il piazzale antistante a quello attuale) è propedeutica all’ispezione dell’Enac (ente nazionale per l’av i a z i o n e civile) per il ritorno alla piena operatività dello scalo. Una serie di eventi concatenati, come si può notare, tutti a ridosso della ripresa dei voli. Durante l’incontro sono stati messi a punto anche alcuni aspetti della «collaborazione» che dovrà fornire il territorio per agevolare la fase di start-up dei voli di linea. Il presidente di Confindustria, Eliseo Zanasi, al termine della riunione ha confermato la volontà della sua associazione di «acquistare pacchetti di biglietti per le varie destinazioni ». Com’è noto la compagnia considera coperti dal contributo del bando pubblico il 40% dei biglietti in vendita su ogni singola tratta. Confindustria (che a suo tempo chiese il volo diretto per Catania) proporrà alla Club Air la stipula di «una convenzione » per rendere più praticabile la scelta dell’aereo rispetto ad altro mezzo di trasporto. I prezzi «pieni» sulle singole tratte dovrebbero aggirarsi intorno ai 70 euro per il collegamento Foggia-Roma e 120 euro per il Foggia-Milano. «A queste somme - ha detto senza mezzi termini Zanasi - noi non ci stiamo».
 


03/03/08 Il corpo del Santo è intatto

Il racconto di monsignor D'Ambrosio
"Abbiamo aperto il sepolcro di san Pio che, sapete, è sotto un masso dove c'è un loculo scavato a circa un metro di profondità. Abbiamo estratto la prima cassa con tutti i sigilli, io ho verificato i sigilli, li abbiamo rotti e abbiamo aperto la prima cassa, il corpo era intatto". E' il racconto dell'apertura della tomba di Padre Pio fatto ai fedeli da mons. D'Ambrosio. Accanto a lui, alcuni componenti della commissione medica che hanno partecipato.
"Probabilmente, e ho chiesto anche ai muratori del tempo, l'intonaco - ha detto il vescovo - era molto fresco quando è stato messo e quindi ha creato un po' di umidità, che ha rovinato un po' la cassa, dove ci sono il crocifisso e la scritta con i dati anagrafici di san Pio. Della seconda cassa è stato poi tagliato lo zinco, con grande maestria e anche con tanta devozione e delicatezza".
"Il sottoscritto e il ministro generale dei padri cappuccini abbiamo - ha aggiunto mons.D'Ambrosio, con un pizzico di emozione - sollevato il coperchio di zinco e c'era la terza cassa, con la lastra di vetro spessa credo 4-5 millimetri". E' la cassa contenente i resti del santo. "Lì per lì - ha spiegato D'Ambrosio - non siamo riusciti a intravedere bene, perché si era creata una forma di condensa sul vetro. Man mano abbiamo guardato e poi con la commissione abbiamo portato le spoglie di san Pio nella stanza che è stata preparata per la ricognizione".
D'Ambrosio ha illustrato le condizioni dei resti di san Pio, sottolineando tra l'altro che "i tessuti ci sono tutti" e che "si vedono tra l'altro i piedi, perché sapete che i padri cappuccini vengono sepolti scalzi". "Non c'è nessun segno delle stimmate - ha spiegato monsignor D'Ambrosio - perché le stimmate sono scomparse".


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